Mi farebbe piacere...

Ciao e benvenuta/o in questo Blog. Mi piacerebbe tu esprimessi un pensiero sul mio mondo di colori. GRAZIE.

OSCILLARE

(Hermann Hesse) - "Già fin d'allora i sentimenti erano quelli che dovevano restare per sempre: l'incertezza del proprio valore, un continuo oscillare fra l'autostima e lo scoraggiamento, fra un idealismo al di sopra delle cose del mondo e un naturale appetito dei sensi, e come allora, anche cento volte più tardi ho visto quei tratti della mia natura talvolta come una spregevole malattia, talaltra come segno di merito."

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venerdì 1 maggio 2020

Il Monte Priaforà

2020 Il Monte Priaforà
E' come se alle spalle di Velo d'Astico avessimo un gigante buono
che ci protegge. Tra i monti della valle è quello che svetta maestoso.
I suoi colori sono sempre interessanti ma è in autunno
che raggiungono grande vivacità e attirano l'attenzione.
Lo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro ne parla nel romanzo
Daniele Cortis, ambientato in Villa Velo e "conca di Velo",
denominandolo "imminente montagna del Passo Grande".

sabato 28 marzo 2020

Bufera in corso non solo in cielo.


2020 Burrasca sul Monte Toraro

Siamo chiusi in casa e spesso ci affacciamo alle finestre
aperte sulla nostra meravigliosa vallata. In questi giorni
il tempo è stato burrascoso, il vento freddo parlava inverno
e sulle montagne è ricomparsa la neve.
Oggi la temperatura è mite, la primavera prevale,
ma la pandemia continua ad allargarsi.
In paese si vedono le persone frequentare,
con le dovute precauzioni, la bottega di alimentari,
pochi altri si muovono, anche le auto sono sporadiche.
Sembrano prevalere il buonsenso
e la disponibilità a rispettare le regole.
Grazie a Dio e alla buona volontà.

lunedì 16 marzo 2020

Ombre e Luci del Coronavirus

 2020 Neve in altopiano

Sono giorni di silenzio e di solitudine questi
che stiamo vivendo per colpa del Coronavirus.
Chiusi in casa, secondo le norme emanate,
per impedire al virus di prendere il sopravvento,
ognuno si dedica ai lavori quotidiani
e ad attività che aiutano a impegnare le ore
e ad allentare la tensione diffusa.
Noi che amiamo i colori siamo fortunati!

venerdì 14 febbraio 2020

Che strano inverno


2020 Neve sul Monte Maggio

Riprendo a riflettere su come sta procedendo la stagione invernale,
la neve ha fatto la sua comparsa più volte sulle cime delle
montagne che circondano la valle. Quando ritorna, il paesaggio
richiama la mia attenzione ripetutamente, scatto fotografie
e coltivo il momento in cui ritornerò ai colori e ai pennelli
per una nuova creazione che riveli il senso di un tempo
che passa ma che non disdegna di essere immortalato.
Neve, sole, vento, pioggia... i nostri compagni invernali!

giovedì 30 gennaio 2020

Nel pieno dell'inverno

2020 Verso la montagna
L'ultimo sole del giorno lancia i suoi raggi sulle nubi vivaci,
la luce aranciata si irradia sulle bianche distese 
che accompagnano alle forti abetaie adagiate ai piedi dei monti.
Il vento della sera soffia a intervalli tra gli abeti del bosco,
è un suono inquietante, soprattutto dentro il silenzio
profondo che la neve induce nell'ambiente naturale.
Ma l'uomo sa, per esperienza e per desiderio,
accogliere con attenzione e riconoscenza
tutto ciò che la Natura continua a donarci.

martedì 14 gennaio 2020

Acqua e Colori

2020 Montagne - Acquerello

Oggi sentivo il bisogno di prendere in mano il pennello.
Ho preso un foglio tra i vari lavori vecchi non riusciti,
l'ho bagnato con lo spruzzino e posato sul cavalletto.
Non avevo un'idea precisa e quindi sapevo che
sarebbero state comunque... montagne,
quelle cui ricorro quando non ho riferimenti altri.
Mi sono adattato in parte al gioco dei colori,
peraltro ho insistito per un certo tempo,
mi interessava capire come sul bagnato
e sulle colature si potesse intervenire.
L'esperienza (azione pittorica) è fondamentale
e la si può maturare con pazienza e perseveranza,
soprattutto quando i risultati non soddisfano.

domenica 10 febbraio 2019

La luce del bianco


2019 - Tramonto invernale sull'altopiano (part.)

In questo periodo la neve si è fatta vedere con una certa continuità
sui nostri Altopiani, per la gioia degli sciatori e di chi vive del lavoro stagionale.
La terra ha ricevuto un nutrimento d'acqua che mancava ormai da troppo tempo,
quando il vento, invece, aveva seminato strage tra gli alberi delle folte abetaie.
Le immagini che mi incantano si susseguono in continuazione sul web,
molti amici immortalano paesaggi e atmosfere che tolgono il fiato.
Tanta magia non è facile da trasformare in acquerello, e tuttavia
non posso non tentare di ricreare, in modi diversi e ripetuti,
le sensazioni che provo e alla cui intensità mi affido.

sabato 2 febbraio 2019

Candelora dentro l'inverno


2019 Nella montagna innevata - Acquerello

Oggi pomeriggio, quando il calendario ci ricorda
la Candelora, festività della Luce e un proverbio veneto
(Quando vien la Candelora de l'inverno semo fora, 
ma se piove e tira vento ne l'inverno semo drento ...)
ho accolto lo stimolo della neve che ha tuttavia ceduto
il passo ad una pioggia insistente favorita da temperature miti.
Credo che la velocità di esecuzione sia derivata dal timore
di cedere, come spesso, al bisogno grafico, al dettaglio,
impedendo così lo sfogo possibile nella libera creatività dell'acqua.
Il paesaggio risulta piuttosto strano, ma per ora mi va bene.

Ancora ricorro ad Hesse che in "Acquarelli" così si esprime:

"Bagnato su bagnato, ardente di felicità, ardente di tensione,
passavo avido il pennello sul foglio... intingevo frettoloso
il pennello nel bicchiere dell'acqua tinta di rosso-blu...
per un'ora buona non ci fu alcuna interruzione, alcuna pausa,
alcun ragionamento, alcun ritorno in me stesso...
Non c'era al mondo cosa più bella, cosa più importante,
più appagante che dipingere, tutto il resto erano 
stupidaggini, perdita di tempo, inutile affaccendarsi.
Meraviglioso era dipingere, delizioso era dipingere!"

martedì 29 gennaio 2019

In montagna con la neve


2019 Pomeriggio d'inverno - Acquerello

Quasi fosse una risposta al mio desiderio non espresso,
mentre con pazienza mi affidavo alla ricerca, sulla carta,
di un paesaggio di montagna immerso nell'atmosfera
di un pomeriggio invernale, è arrivata improvvisa lei, la neve.
 Me ne sono accorto per caso, tra una pennellata e l'altra.
Cate poco prima mi rassicurava che non era per niente
freddo e mi portava ad esempio suor Lina, uscita 
per il giornale con una semplice giacca sulle spalle.
Conoscendo bene quanta influenza abbia la componente
"cielo" con cui sono solito concludere lo studio di paesaggio,
ho interrotto il mio acquerello e subito ho cominciato
a scattare foto dalle finestre aperte su Piazza 29 Aprile
e su Via Riello. La magia della neve è presente nelle immagini
catturate, l'acquerello invece è rimasto lì, in attesa. 
Deciderò domani per il cielo, anche attingendo all'emozione
che sempre sa donarmi generosamente la neve vera.
28 gennaio, mattina: il bianco della neve entra ancor più
nel paesaggio invernale che immagino con un cielo grigio,
ma non plumbeo, semmai in sintonia con i monti lontani.

venerdì 25 gennaio 2019

Bellezza sempre nuova


2019 Boschi d'Autunno - Acquerello

Muovo i miei passi lungo un percorso che conosco a memoria,
l'unica via, fuori dal Centro, con un bel marciapiede che permette
di camminare in maggior sicurezza, potendo così dedicarsi
all'osservazione attenta delle forme e dei colori di cui è ricca
questa nostra terra di valle aperta ai piedi degli altopiani.
Le stagioni scandiscono colori diversi ed è l'Autunno che sfoggia
con soddisfazione la sua livrea sontuosa, impossibile da imitare.
Eppure il desiderio di catturarla non desiste. E nelle mie foto
tento di racchiudere luoghi e momenti che non finiscono mai
di stupirmi per l'insita capacità di rinnovarsi e di ammaliare
a seconda del tempo, della luce, dell'atmosfera, dell'ora...
Più tardi, nei giorni, ripercorro quei momenti e nuovamente
incontro sensazioni, pensieri, emozioni, particolari stimolanti
che talvolta decido di assecondare con l'ausilio dei miei colori.
Credo che la sfida continuerà e non sarò io ad interromperla...

venerdì 11 gennaio 2019

Fantasie invernali


2019 Paesaggio invernale - Acquerello

Così posso intitolare questo post se mi guardo intorno.
Il cielo è di un azzurro chiaro appena velato di grigio,
anche stasera le stelle punteggeranno il blu profondo
della notte che veglierà serena il nostro sonno.
Mi stupirò, forse, quando arriverà la neve, per ora
osservo foto e video che la mostrano nel nostro Sud,
mentre qui al Nord la siccità persiste, il vento l'aiuta.
Ma non rinuncio ad addentrarmi nei miei inverni montani,
là percorro con il pennello sentieri che sono ancora aperti
e mi portano dentro il bosco fino ai piedi della montagna.
Il freddo non lo percepisco, sono semmai beatamente
immerso nell'atmosfera accogliente delle mie stanze,
ma non sono certo avulso dal mondo che rappresento,
anzi, il pennello e i colori in ricerca mi spingono "fuori".
E ritorno fanciullo, quando nella neve cercavo e seguivo
impronte, qualcuna conosciuta, altre che mi interrogavano
e alle quali non sapevo rispondere. Solamente una volta,
ai piè del bosco oltre la casa della zia Berta, in Salgarola,
apparve una splendida volpe, immobile e vigile, timorosa
ma attirata dal verso acuto delle galline del pollaio di Toni.
Tempi altri, tempi fuori dal mondo d'oggi, mai dimenticati.

domenica 6 gennaio 2019

Fredde notti d'inverno


2019 Sul far della notte

Scende veloce la notte in questi primi giorni dell'anno.
Ascolto l'aria piuttosto fredda mentre chiudo le imposte
e mi guardo intorno per incontrare segni d'inverno.
Il cielo è stellato - la sua immensità a volte mi spaventa -
la neve non si fa vedere, non piove, e sull'Altopiano
il vento ricompare e con lui l'apprensione degli abitanti.
La stagione è secca e c'è il pericolo di incendi,
ma su ogni cosa, all'imbrunire, cala denso il silenzio.
Io mi concedo ai colori, ne sento già la mancanza;
così affido alla fantasia la nascita del primo paesaggio.

domenica 23 dicembre 2018

Arrivederci Autunno


2018 Autunno nel bosco - Acquerello

Un autunno come quello di quest'anno credo ce lo ricorderemo in molti, purtroppo anche, e forse soprattutto, per l'inferno che si è scatenato su molti luoghi della Montagna Veneta a fine ottobre. E' bello tuttavia sentire e vedere come moltissime persone e associazioni ed Enti siano fortemente determinati a porre riparo quanto prima al disastro accaduto.
Mi soffermo ora comunque sulla bellezza di una stagione che si esalta ogni anno donandoci una tavolozza di colori a dir poco incredibili. Perché sono convinto da sempre - ne sto facendo tuttora esperienza - che la via della Bellezza può essere per tutti un cammino non solo meraviglioso ma anche salvifico. E' stata la foto dell'amico blogger Alex di Rovereto, che mi ha sollecitato fortemente, l'ho sentita immediatamente in sintonia con la mia visione del bosco autunnale, quando tinte e toni cambiano in continuazione fino a costruire un insieme sconosciuto alle altre stagioni. Saluto così la stagione più vicina alla mia indole di colorista, le do il mio arrivederci affettuoso con la speranza che altri stimoli mi permettano di rimanere in contatto con lo spirito creativo cui sono debitore consapevole, anche se a volte distratto e un po' ingrato. Ci sono periodi in cui purtroppo non riusciamo a rispondere in modo adeguato e con riconoscenza ai doni che la Vita ci offre. Fondamentale tuttavia è non perdere la speranza e voler credere che il "nostro cammino" è lì che ci aspetta, sempre!

giovedì 6 dicembre 2018

Colori del silenzio


2018 Tramonto in montagna - Acquerello

Mi soffermo volentieri per incontrare parole che arrivano da lontano.
Mi piace raccogliere la riflessione che su di esse viene fatta da chi studia
da una vita per comprendere e per condividere poi la conoscenza.
In questo tempo, in particolare, trovo che sia necessario ascoltare
con attenzione e mettere a confronto le parole con la realtà attuale.


"Il silenzio è mitezza quando non rispondi alle offese e lasci a Dio la tua difesa. Il silenzio è pazienza, quando soffri senza lamentarti, non cerchi consolazioni umane, attendi che il seme germogli. Il silenzio è umiltà, quando taci per lasciar emergere i fratelli e lasci ad altri la gloria dell'impresa. Il silenzio è fede quando non cerchi comprensione e rinunci alla gloria personale perché ti basta essere conosciuto da Dio." 
Così scriveva nel 1581 s. Giovanni della Croce, grande mistico e scrittore spagnolo. Il suo canto del silenzio ovviamente ben si coniuga con la «mistica» che - come nella parola «mistero» - ha alla radice un verbo greco che significa «tacere».
Vorrei porre l'accento sui «colori» del silenzio che il santo riesce a far brillare. C'è innanzitutto la mitezza che emerge dal tacere le risposte acri, sarcastiche, vendicative. C'è la pazienza che affiora dal reprimere il lamento emesso per ottenere comprensione e per diventare il centro dell'attenzione dell'altro. Soffrire in silenzio è affidare solo a Dio il proprio dolore sapendo che egli «le nostre lacrime nell'otre suo raccoglie, scrivendole poi nel suo libro» (Salmo 56, 9). Il silenzio è anche il grembo dell'umiltà perché il prepotente ha sempre una parola in più degli altri e il superbo fa rimbombare la sua voce in modo stentoreo così che essa domini e riveli la grandezza di chi la emette. E, infine, la fede è silenziosa perché è intimità con Dio. Ed è bellissima la frase, di sapore paolino (leggi Galati 4, 9), con cui Giovanni della Croce conclude la sua lode del silenzio: «Ci basta essere conosciuti da Dio!».

martedì 11 settembre 2018

30 anni fa, era d'estate a Klerant


1988 - Klerant Bressanone

Anche se il numero di acquerelli che costruiscono
il mio patrimonio artistico è ormai notevole,
saltuariamente mi lascio prendere dalla nostalgia
e dal desiderio di riassaporare un percorso lungo
che, dai primi anni '70, è ancora aperto.
Alcuni lavori li rivedo davvero volentieri, sento
che costituiscono tappe importanti di ampliamento
e di approfondimento della mia pittura, del mio stile.
Qualcuno lo strappo, non molti in verità, faccio
una tremenda fatica a separarmi dal passato, 
sono sicuro che qualcuno mi capisce, è come se buttassi via
una parte di me stesso, per quanto piccola e di poco valore.
So che dovrei lasciar andare ed essere più attivo
nel presente, ma il filo che mi lega alla mia storia è forte.
Ne prendo atto e rimango in attesa, per meglio comprendere.
Questo è un acquerello fatto en plein air a Klerant,
in Alto Adige, in occasione della prima vacanza
in montagna fatta con tutta la famiglia. Splendida esperienza!

martedì 17 aprile 2018

Nel bosco fitto, con l'acqua e con il sole


2018 Bosco in primavera - Acquerello

Oggi la giornata registra un aumento della temperatura,
il sole si impegna per prendere il sopravvento
ma le nuvole spesso ritornano a nasconderlo.
E' così che la primavera si vede solo a sprazzi
e si percepisce appena attraverso l'aria umida, 
soprattutto la mostrano gli alberi sparsi
che punteggiano di bianco i boschetti circostanti
e i fiori di tarassaco che illuminano praticelli vaghi
facendo da cornice viva anche alle strade trafficate.
La fascia verde delle nuove foglie sta modificando
il colore bruno e grigio delle montagne, lo si nota
benissimo percorrendo la valle, è come se il colore
si stesse arrampicando, diretto, con pazienza
ma con naturale costanza, alla conquista delle cime.
Si, una nuova stagione rinasce, comunque,
ed offre a noi, che viviamo nel tempo, la possibilità
di percepire - appena - un sentimento di eternità.

giovedì 14 dicembre 2017

Neve di dicembre


2017 Dopo la nevicata - Acquerello

Ci ha sorpresi domenica pomeriggio!
I monti che proteggono la Valle
erano già velati, ma lei, la Neve,
ha voluto arrivare fino al paese
per donare anche a noi, infreddoliti,
la gioia di percepire piccole faville
che si posavano sui volti incuriositi.
La visita al Mercatino di Natale,
allestito quest'anno sul piazzale
di Villa Velo, era già terminata,
portavamo con noi qualche acquisto
e l'ammirazione per quanti esponevano
le loro creazioni sfidando il gelo.

domenica 22 ottobre 2017

Copiare


2017 - Villaggio - Acquerello

Osservo con attenzione tutto quanto si muove dentro il vasto mondo dell'arte. 
Mi soffermo con curiosità sulle opere ad acquerello, spesso mi chiedo
se dovrei cedere alla tentazione di copiare di più. Ma ho come l'impressione 
di percorrere una strada non mia e tuttavia so che molti artisti hanno iniziato 
la loro avventura artistica copiando i grandi maestri. Gli stimoli rimangono, 
la ricerca ne tiene conto, non fare il verso non significa dire sempre no 
al desiderio di passare anche attraverso l'esperienza altrui. Così ho ceduto: 
questo è il risultato della copia di un acquerello incontrato nel catalogo 
di Pinterest: "One Pink Goose: Watercolour Trees and John Blockley".
https://it.pinterest.com/pin/546835579726406853/

martedì 3 ottobre 2017

San Francesco e la Natura


2017 - Praterie di Passo Coe - Acquerello

«[…] Tutte le cose abbraccia con inaudito devoto amore, parlando loro del Signore 
ed esortandole a lodarlo. Lascia ardere le lucerne, le lampade e le candele, non volendo spegnere di sua mano il chiarore che è simbolo della Luce eterna. 
Cammina con venerazione sulle pietre, per rispetto di Colui che è chiamato 
“la Pietra”; e dovendo recitare quel versetto “Tu m’hai innalzato sulla pietra”, 
per parlare con maggiore rispetto diceva: “Tu m’hai innalzato sotto i piedi della Pietra”.
Ai frati incaricati di tagliar la legna proibisce di abbattere l’albero intero, affinché 
abbia la possibilità di dar nuovi polloni. All’ortolano comanda di lasciare intorno 
all’orto una striscia di terra incolta, affinché a tempo opportuno le erbe verdeggianti 
e i bei fiori possano lodare il bellissimo Padre di tutte le cose; e nell’orto vuole 
sia un giardinetto riservato alle erbe odorifere e ai fiori, che rammentino la fragranza eterna a chi li riguarda.
Raccoglie da terra i vermicciuoli per non farli schiacciare; e per le api, affinché 
non muoiano d’inedia nel gelo dell’inverno, fa disporre miele e ottimo vino. 
Chiama col nome di “fratello” tutti gli animali, sebbene prediliga tra tutti 
le bestiole mansuete.»
(Tommaso da Celano, Vita di S. Francesco d’Assisi, trad. a cura di F. Casolini, 
Assisi 1982, cap. CXXIV, pp. 340-41)

Sarebbe bello, nei nostri giardini pieni di fiori collocati in posizioni studiate, 
prediletti perché più grandi, belli e colorati, lasciare un angolo incolto, 
in cui la natura possa avere la libertà di seguire se stessa, esprimendosi 
anche con fiori semplici e minuscoli, che raccontano, 
più di tutti gli altri del nostro giardino, la bellezza di Dio.

(Published 29 agosto 2012 by )

venerdì 29 settembre 2017

Lago di Lavarone


2017 Lago di Lavarone - Acquerello

Quando il M° Libralato mi ha chiesto se conoscevo
un luogo dove andare a copiare, subito ho pensato
al laghetto di Lavarone. Fin da fanciullo lo avevo
visitato, era il tempo in cui con i ragazzi della Parrocchia
si andava, d'estate, a Slaghenaufi, poche case
dove il maso di Eugenio troneggiava potente e noi
ci divertivamo come pazzi a correre, nel campetto
dentro il bosco, dietro al pallone...
Tante storie, anno dopo anno, crescendo
e cominciando, un po' alla volta, a conoscere la Vita.

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