Sabato mi sono inoltrato in Val Posina (ne accennavo ad Alex), con l'occasione della visita dei cugini la trattoria che già ci aveva soddisfatti l'anno scorso è divenuta mèta anche quest'anno. L'imbocco per Val Rio Freddo si incontra a destra salendo, la valle è piuttosto breve, la strada stretta che costeggia il torrente porta dritti alla base sud dell'altopiano di Tonezza. Da lì si può scorgere la cima dello Spitz, ci siamo saliti insieme perfino due volte, la prima quando le nostre figlie erano ancora piccoline, è venuto spontaneo ricordarlo mentre con gli occhi ripercorrevamo tempi ormai lontani. I boschi hanno raggiunto il culmine dei colori d'autunno, i faggi danno il tono maggiore delle varianti calde, ma scure macchie di abeti e gialle pennellate di larici si intravedono nelle zone alte. In basso, invece, tinte rossastre, brillanti se colte dalla luce del sole, portano al segno degli alberi da frutto che ornavano il 'brolo' delle case contadine. Spiegavo a Renzo che così era detto il terreno circostante coltivato a pascolo, sicurezza di fieno in inverno per le poche vacche custodite nella stalla, al piano terra dell'abitazione. Era condizione logica e diveniva pure un bel modo per riscaldare la cucina che stava sopra; le camere no, quelle potevano al massimo riservare la magìa dei fiori di ghiaccio ai vetri delle finestre nelle mattine + fredde. lunedì 2 novembre 2009
Novembre e...
Autunno a Laghi - Acquerello 2001
Sabato mi sono inoltrato in Val Posina (ne accennavo ad Alex), con l'occasione della visita dei cugini la trattoria che già ci aveva soddisfatti l'anno scorso è divenuta mèta anche quest'anno. L'imbocco per Val Rio Freddo si incontra a destra salendo, la valle è piuttosto breve, la strada stretta che costeggia il torrente porta dritti alla base sud dell'altopiano di Tonezza. Da lì si può scorgere la cima dello Spitz, ci siamo saliti insieme perfino due volte, la prima quando le nostre figlie erano ancora piccoline, è venuto spontaneo ricordarlo mentre con gli occhi ripercorrevamo tempi ormai lontani. I boschi hanno raggiunto il culmine dei colori d'autunno, i faggi danno il tono maggiore delle varianti calde, ma scure macchie di abeti e gialle pennellate di larici si intravedono nelle zone alte. In basso, invece, tinte rossastre, brillanti se colte dalla luce del sole, portano al segno degli alberi da frutto che ornavano il 'brolo' delle case contadine. Spiegavo a Renzo che così era detto il terreno circostante coltivato a pascolo, sicurezza di fieno in inverno per le poche vacche custodite nella stalla, al piano terra dell'abitazione. Era condizione logica e diveniva pure un bel modo per riscaldare la cucina che stava sopra; le camere no, quelle potevano al massimo riservare la magìa dei fiori di ghiaccio ai vetri delle finestre nelle mattine + fredde.
Sabato mi sono inoltrato in Val Posina (ne accennavo ad Alex), con l'occasione della visita dei cugini la trattoria che già ci aveva soddisfatti l'anno scorso è divenuta mèta anche quest'anno. L'imbocco per Val Rio Freddo si incontra a destra salendo, la valle è piuttosto breve, la strada stretta che costeggia il torrente porta dritti alla base sud dell'altopiano di Tonezza. Da lì si può scorgere la cima dello Spitz, ci siamo saliti insieme perfino due volte, la prima quando le nostre figlie erano ancora piccoline, è venuto spontaneo ricordarlo mentre con gli occhi ripercorrevamo tempi ormai lontani. I boschi hanno raggiunto il culmine dei colori d'autunno, i faggi danno il tono maggiore delle varianti calde, ma scure macchie di abeti e gialle pennellate di larici si intravedono nelle zone alte. In basso, invece, tinte rossastre, brillanti se colte dalla luce del sole, portano al segno degli alberi da frutto che ornavano il 'brolo' delle case contadine. Spiegavo a Renzo che così era detto il terreno circostante coltivato a pascolo, sicurezza di fieno in inverno per le poche vacche custodite nella stalla, al piano terra dell'abitazione. Era condizione logica e diveniva pure un bel modo per riscaldare la cucina che stava sopra; le camere no, quelle potevano al massimo riservare la magìa dei fiori di ghiaccio ai vetri delle finestre nelle mattine + fredde. Osservavo assorto nell'intenso silenzio e riascoltavo i battiti veloci del cuore di un bambino mai stanco di percorrere beato boschi e prati e saltare ruscelli e calpestare campi coltivati. Passavo furtivo tra le piante del 'sorgo', arrivavo ai 'graspi' dell'uva matura, l'unica 'visèla' di bianca (dolzeta) aveva un sapore delizioso, i rimproveri aspri del nonno mi impaurivano ma non contenevano il mio desiderio di vita aperta.
Rifletto, in questo giorno che ricorda i morti: quante persone sono passate oltre e rimangono tuttavia ancora così vive nei nostri cuori. Quanto della nostra vita è ancora impregnato delle loro vite, come è impossibile dimenticare affetti, emozioni, momenti, episodi, difficoltà e sofferenze anche, ma soprattutto quel sentimento caldo che ancora avvolge con cura la nostra esistenza e la sostiene. E' un legame che dura, quello del sangue, merita perciò tutto l'impegno di cuore e intelligenza affinchè la vita trasmessa ne riporti quel bene prezioso di cui ogni persona sente la necessità primaria e vitale.
mercoledì 21 ottobre 2009
Immagini di vita
Piove. Già l'aria carica di umidità lo faceva intuire. Una pioggia leggera bagna la valle infreddolita dai giorni d'inverno anticipato. Nel silenzio che si sta rabbuiendo l'atmosfera mi rimanda al tempo delle castagne e alla 'sera dai morti'. In quegli anni non si usciva di casa e il silenzio si faceva religioso, rotto soltanto dal suono prolungato delle campane che col passare dei minuti e l'accumulo dei rintocchi riusciva a diventare lugubre per noi giovani che nei giorni di festa amavamo uscire per incontrarci.
Il rispetto dovuto e insegnato non ammetteva repliche, mentre il dolore di lutti recenti riceveva conforto in lacrime nascoste dalla penombra della piccola stanza. Capitava a volte che lo scoppio improvviso di una castagna posta a cuocere sulla stufa a legna scuotesse l'aria pesante e riportasse alla vita. Una vita semplice, fragile, non priva di difficoltà e sofferenze, ma vissuta con animo di fede, sereno e aperto al futuro.
Il rispetto dovuto e insegnato non ammetteva repliche, mentre il dolore di lutti recenti riceveva conforto in lacrime nascoste dalla penombra della piccola stanza. Capitava a volte che lo scoppio improvviso di una castagna posta a cuocere sulla stufa a legna scuotesse l'aria pesante e riportasse alla vita. Una vita semplice, fragile, non priva di difficoltà e sofferenze, ma vissuta con animo di fede, sereno e aperto al futuro.
martedì 13 ottobre 2009
Tavolozza in forse
Raffiche improvvise di forte vento hanno portato ieri mattina una pioggia fitta e fredda; batteva con forza su muri e finestre, dava l'impressione di voler scuotere la casa. E' durata soltanto pochi minuti, sufficienti del resto a far capire che l'autunno è deciso ad entrare alla grande, preannunciando non solo la sua splendida tavolozza di colori ma anche giornate in cui cogliere da lontano il sentore di neve caduta sulle cime elevate.
Mi sono affacciato ad osservare l'alta valle dell'Astico, il colore grigiastro del Verena dava testimonianza del cambiamento in atto.
Poi, come dopo uno sfogo nervoso, la pioggia è cessata, qualche folata sparsa ha lasciato campo ad una quiete strana ed a sprazzi di luce. Ligio al compito affidato, potevo dunque 'esporre' le lenzuola dal terrazzo; l'aria, per quanto umida, le avrebbe asciugate in giornata.
martedì 6 ottobre 2009
Colori d'autunno
Anche oggi ho camminato ai limiti del bosco e ci son pure entrato per un breve percorso. La luce filtrava fioca, l'umida foschia attutiva il timbro dei colori, qualche contrasto appena, il resto avvolto nel verde ormai spento. Fitti i tronchi protesi al cielo, tante le foglie morte sul terreno bruno, qualcuna ancora verde, staccata anzitempo dal freddo della notte. Silenzio intorno e pensieri leggeri. Altro ambiente in 'Colori d'autunno'...
mercoledì 30 settembre 2009
Rosso di sera
lunedì 28 settembre 2009
Vedute autunnali
giovedì 10 settembre 2009
Roselline per il tempo di Sara
Di questi tempi la notizia appena giunta che Sara, grande figlia,
è approdata al tempo indeterminato merita di essere condivisa.
è approdata al tempo indeterminato merita di essere condivisa.
Mi pare bello postare delle roselline che lei ama in modo particolare
e che ha fatto sue a prima vista.
e che ha fatto sue a prima vista.
E' segno del nostro affetto accompagnato dall'augurio per un percorso che, seppur impegnativo, le dia soddisfazione e un po' + di serenità.
mercoledì 2 settembre 2009
I colori dell'amicizia 2009
E' piena di silenzio e di colori la giornata a Condino. Sveglia alle 7, meditazione e colazione. Poi 4 passi veloci con Cate, entro le 10 vogliamo rientrare per non perdere il messaggio che p. Andrea intende proporci.
Al di là di quanto serve per una buona pratica, la settimana è punteggiata dalla lettura di un libriccino su S.Francesco, delizioso; molti di noi ne hanno acquistato anche + copie.
Grandi case sfilano una accanto all'altra, forti e caratteristiche, con grandi granai che un po' alla volta diventano alloggi, piazzette ci accolgono col mormorio delle vecchie fontane.
Ci sentiamo a casa, si può dire, o perlomeno in un luogo che ormai ci è familiare.
Verso le 3 del pomeriggio raggiungo il rustico dove si tiene il corso. Grandi finestre si aprono alla luce del cortile che dà sull'ingresso. Un vocìo continuo caratterizza il gruppo, contenuto tuttavia da musiche varie che accompagnano il lavoro.
Venerdì arriva veloce, così gli acquerelli diventano quadri e poi mostra; volentieri si accostano ad altri che già abbelliscono le pareti del chiostro.
Stefano mi aiuta fino all'ultimo, deve partire alla sera ma vuole vedere il lavoro concluso.
mercoledì 19 agosto 2009
Un tempo e un luogo
C'è stato un tempo sospeso in cui ho dovuto soltanto immaginare (grazieaDio) lo strano gusto di una vita che avrebbe potuto interrompersi troppo presto. In quel tempo mi è stato fatto il dono di ascoltare parole che mai + avrei udito ancora, di quello stesso viscerale timbro di chi grida un amore totale che vuole diventare salvezza. Sono stati giorni in cui + volte sono arrivato alla chiesetta che qui mostro in acquerello (altri tempi altri colori). Lassù avvenivano fatti che hanno diviso il mondo. Spesso ancora succede: qualcosa di misterioso arriva a rompere, a dividere le menti e i cuori, a mettere una parte contro l'altra. Sembra che fede e ragione debbano continuare in assoluto uno scontro feroce fino alla fine dei giorni. Mi chiedo allora: perchè non affidarci alla bellezza-bontà che tutti sappiamo esprimere e farla diventare il filo d'oro per incontrarci e riconoscerci, 'disarmati' e arrendevoli? Non siamo perdenti nè diminuiamo noi stessi quando ci mettiamo sullo stesso piano, per ascoltarci, per guardarci negli occhi, per assumere riconoscenti anche quella parte di verità che non sia la nostra.
Vado a Condino sabato: è un luogo che permette il confronto con un messaggio frutto di ricerca paziente e umile. Molte persone nel corso dei secoli hanno scelto modi di vita, coltivato pensieri, pronunciato e scritto parole che anche a noi ora sono offerti. Fede-fiducia non significa chiudere gli occhi e procedere alla cieca, è semmai un atteggiamento dell'essere proteso alla consapevolezza, per ri-conoscere che esiste la possibilità di una Vita Piena, al di là e nonostante i nostri limiti e le povertà con cui dobbiamo ogni giorno fare i conti.
martedì 11 agosto 2009
Colori di un luogo fuori dal tempo
La vita a BF è ben strutturata, nel pomeriggio spazio ai colori, in libertà e benessere.
Mercoledì la gita collettiva, giovedì pomeriggio in 20 sono saliti ai prati per ammirare le Odle al tramonto. Cate dice di aver vissuto uno dei + bei momenti di montagna. Beata lei, io mi godo le foto stupende che ha scattato anche per me.
NO, chi si scopre in grado di portare un messaggio non può rinunciare al compito in cui si sente coinvolto, sottrarrebbe a qualcuno la gioia di incontrare colori di vita e si priverebbe dell'emozione di poter ascoltare commenti tipo 'mi hai spalancato un mondo...' e domande 'vieni ancora il prossimo anno?' e scelte 'in Settembre mi iscrivo ad un corso annuale...'.
Giusto?
venerdì 24 luglio 2009
Verso Bagni Froy
Stiamo pensando alle valigie, a giorni ci aspetta la montagna della zona di Bagni Froy, quella che abbiamo imparato ad amare in questi ultimi anni.
La zona di Bressanone l'abbiamo scoperta nel 1988, al mare ci saremmo andati solo in Settembre, quindi decidemmo per la prima uscita di famiglia verso l'Alto Adige-Sudtirol. Allora le ricerche le facevamo richiedendo informazioni, pieghevoli e cataloghi alle Aziende Turistiche; ricevere i materiali era sempre un piacere, cominciava l'eplorazione e si individuavano le case da contattare per telefono (altro che web!).
Un soggiorno di cinque giorni era nelle nostre intenzioni ma arrivati al maso incantato di Klerant i giorni sono diventati nove: era molto più che il luogo dei nostri sogni, la collocazione alta sulla valle, la fattoria con gli animali, i rintocchi della piccola campana al mattino e Giuseppina, con cui i nostri figli se la spassavano giocando a carte prima di andare a letto. Ne sono passati di anni ma il ricordo è ancora pregnante, simpatici episodi ritornano nel nostro periodico raccontarci.
Ora andiamo in due... per vivere una dimensione attesa con la viva speranza che solo certi luoghi sanno riaccendere e anche lì i colori giocheranno il loro importante ruolo.
lunedì 13 luglio 2009
Azzurro mare
che a definire indecente è forse ancora poco. E tuttavia ringrazio gli amici benauguranti mentre non oso neppure lamentarmi, nella vita ben altro interviene e fa davvero paura. Pioggia e vento freddo mi hanno del resto permesso un tempo dedicato ai colori, cosa chiedere di meglio in alternativa ad una spiaggia... desolata?
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