martedì 2 febbraio 2010
Immagini notturne
Chiaro di luna in inverno - Acquerello
Carta Fabriano Artistico - 18x28 cm.
I giorni molto freddi disturbano anche chi è tappato in casa, come succede a me in questo periodo. Ascoltavo il vento, la notte scorsa, e immaginavo la suggestione del paesaggio imbiancato dalla neve e illuminato dalla splendida luna ammirata, dopo cena, appena sopra i tetti di Via Riello. Mi è arrivata nitida l'immagine di un piccolo acquerello che non porta data e che in dicembre ho utilizzato come sfondo della lettera d'invito agli amici con cui ho condiviso, lungo gli anni '70 e '80, l'impegno sindacale in fabbrica. L'ho lasciato lì per troppo tempo, è ora che si goda il privilegio di rappresentare un mondo di fiaba in cui ogni tanto fa bene reimmergersi.
martedì 19 gennaio 2010
Silenzio e colori
Atmosfere nel silenzio - Acquerello 2010
Era il suono un po' incerto della piccola campana scossa da Paolo urbinate a svegliarci, al mattino. A volte si faceva attendere, ma non per un ritardo, gli occhi rimanevano chiusi mentre il sonno già se n'era andato. Ci fu il simpatico momento in cui Mario pensò di doverla suonare lui, la campanella... dormiva così bene che i tocchi d'argento non erano riusciti a svegliarlo. Mezz'oretta per prepararsi e poi via, con passi veloci, lungo il corridoio, annusare con gioia ed energia l'aria fresca del mattino, sbirciare lassù, a ridosso del bosco, il candore della Madonnina, fare due giri di scale ed entrare nel chiostro per raggiungere la sala di meditazione. Una musica soave si muoveva accogliente e dava moto immediato all'anima. In punta di piedi, per non rompere l'atmosfera rarefatta e soffusa, raggiungevo il mio posto e, addossato alla parete, mi lasciavo andare al sorriso interiore, per immergermi nel Tutto.
Solo il respiro da contattare,
solo penombra in cui entrare,
solo silenzio e quiete,
per iniziare a vivere.
martedì 12 gennaio 2010
Benvenuto 2010 di colori
Insieme!
Questo ho pensato e poi chiesto agli amici che hanno scelto uno spazio colorato nel mezzo del silenzio di Condino: possiamo esprimere insieme l'esperienza condivisa.
La nostra mostra è fatta dunque di immagini e di parole.
***
Zero assoluto per lui. Un paio di quadretti in matita colorata chiusi in soffitta per lei.
L'idea di partecipare al corso di acquerello, per amicizia e curiosità.
I primi colori, il primo impatto: ci vuole attenzione. Viene da sola, per interesse. Alcune tecniche di disegno. Gli effetti luce, le ombre, il movimento dell'acqua. E infine, una decina di acquerelli per l'emeroteca di famiglia. E un passatempo artistico per le domeniche di pioggia e non solo. Grazie.
Massimo e Cristina - 5/01/10
Virginia - Capodanno 2010
"Come H.Hesse" scelgo di provare,
riprovare in continuazione,
insistendo finchè capirò che cosa so fare...
è troppo bello esprimersi con i colori!
Giuditta
Condino - Capodanno 2010
Claudio
A rmonia
mercoledì 23 dicembre 2009
La teologia di Etty
BUON NATALE
Oggi ho fatto il presepe. Sapevo da giorni che questa mattina doveva essere quella buona e infatti le circostanze mi hanno favorito. Ho scelto, come augurio per chi leggerà, un pensiero forte di Etty, dal Diario che Teresa mi ha regalato per Natale dopo avermene parlato mesi fa. L'ho letto con crescente stupore, davvero straordinario.
Per sostenere la tavoletta che porta il presepe, la stessa che uso per i colori (amicoso regalo), ho usato il bastone acquistato simpaticamente per me da Renzo cugino ad Asiago.
Per sostenere la tavoletta che porta il presepe, la stessa che uso per i colori (amicoso regalo), ho usato il bastone acquistato simpaticamente per me da Renzo cugino ad Asiago.
E' il mio aiuto 'leggero e casalingo' di oggi al 'mio Dio' , su consiglio di una ragazza ebrea di Amsterdam di 27 anni, incredibile testimone di vita.
Preghiera della domenica mattina.
Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani – ma anche questo richiede una certa esperienza. Ogni giorno ha già la sua parte. Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dovere aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. …. Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi.
E quasi a ogni battito del mio cuore,
cresce la mia certezza:
tu non puoi aiutarci,
ma tocca a noi aiutare te,
difendere fino all’ultimo
la tua casa
in noi.
12 luglio 1942
da “DIARIO. 1941–1943” di Etty Hillesum. Adelphi Edizioni 1986.
venerdì 18 dicembre 2009
Tempo di attesa, tempo di speranza.
Fattorie nella neve - Acquerello 2001
Cate è uscita da poco, l'aspetta la consueta serata di festa natalizia con i bambini della Scuola. Fa molto freddo anche qui in valle, troppo per la neve che perciò non è ancora arrivata. Solo ieri mattima un leggerissimo velo ricopriva l'auto in corte, Carla, alle prese con i suoi nevosi acquerelli-dono, mi diceva che Piovene era tutta bianca mentre Virgi, di sera e dopo che in tv aveva visto Vicenza imbiancata, mi telefonava e condivideva la sua soddisfazione per l'allestimento della collettiva di Natale.
A ridosso dei monti la situazione è particolare, sentiamo che nevica in pianura e qui niente, sono le correnti fredde che impediscono al cielo di costruirsi le nuvole giuste e di assumere quel grigio plumbeo che fin da bambino ho imparato ad osservare come segnale di nevicate imminenti. L'aria è pungente, stanotte perfino il ghiaccio, cosa molto rara, ha disegnato i doppi vetri della finestra che dalla cucina guarda a nord-ovest.
Il breve suono di un sms mi informa che anche nei dintorni di Milano sta nevicando e allora... 4 ciàcole amichevoli si inseriscono volentieri a colorare il vissuto di questo tardo pomeriggio.
E' bello osservare come ci si sente uniti dai colori e come parte della nostra semplice ma intensa vita quotidiana entra anch'essa a costruirli. A volte sono colori leggeri e luminosi, ci piace assecondarli e soffriamo quando lasciano il posto a quelli + freddi e scuri.
Ma il tempo di attesa che stiamo vivendo ci mostra una Via di speranza. Lungo di essa ci si può inoltrare ed è possibile accogliere un Amore che invade l'animo fin nel profondo e riscalda e dà senso ai giorni della vita.
Ma il tempo di attesa che stiamo vivendo ci mostra una Via di speranza. Lungo di essa ci si può inoltrare ed è possibile accogliere un Amore che invade l'animo fin nel profondo e riscalda e dà senso ai giorni della vita.
Accompagno i miei pensieri con un acquerello la cui atmosfera continua a darmi gioia; si è pure meritato un premio nel nostro 'piccolo' concorso di zona.
mercoledì 25 novembre 2009
Zucche di altre stagioni
Natura morta con zucche - Acquerello 1997
Oggi, una giornata particolare. Rosa, la mamma di Cate, compie 87 anni, il traguardo + avanzato nelle nostre famiglie! Ma altri momenti intensi mi sono stati regalati, desidero ricordarli e lo farò con un cambio di... rotta imprevedibile fino a ieri. C'è stato un lungo periodo in cui ho studiato composizioni di nature morte, predisposte in casa con quanto avevo a disposizione e usando come sfondi perfino tovaglioli di vario tipo che sceglievo rovistando nei cassetti e poi appendevo ad una vetrinetta (quella che mostro ha avuto la gioia di essere premiata). Diverso quanto succedeva in Soffitta, dove gli oggetti impolverati mi davano stimoli così ricchi e diversi al punto da rendere difficile la scelta. Mostrerò qualche acquerello + avanti come misura di un luogo per i colori e di un'esperienza che rimangono fortemente impressi dentro il mio animo.
lunedì 16 novembre 2009
Variazioni di paesaggio
Variazioni - Acquerello 2008
Non so se questo ciclo di paesaggi si concluderà oggi o se sarà ripreso + avanti. L'autunno continua a regalare giorni godibili per temperatura e sensazioni, ma i colori assumono le sfumature di terra che, insieme ai grigi e alle variazioni di viola, costituiranno i toni di fondo dell'ambiente vallivo. I monti invece, graffiati dal segno inciso dei tronchi del faggeto e contrappuntati dal verde cupo dei pini, si ammantano via via di toni soffusi nelle gamme dei blu, in attesa del bianco di neve invernale. Solo allora toccherà alla luce del sole variare di continuo, con luci e ombre, i caldi colori del mattino, sfavillanti in pieno giorno e soffusi di tenero rosa nell'ora quieta del tramonto. Le ombre fredde scenderanno infine ad avvolgere e a velare di arcano silenzio questo strano mondo animato; solamente il chiarore diffuso della luna riprenderà a tesserne le trame, nella magica atmosfera di notti lunghe e solitarie.
lunedì 2 novembre 2009
Novembre e...
Autunno a Laghi - Acquerello 2001
Sabato mi sono inoltrato in Val Posina (ne accennavo ad Alex), con l'occasione della visita dei cugini la trattoria che già ci aveva soddisfatti l'anno scorso è divenuta mèta anche quest'anno. L'imbocco per Val Rio Freddo si incontra a destra salendo, la valle è piuttosto breve, la strada stretta che costeggia il torrente porta dritti alla base sud dell'altopiano di Tonezza. Da lì si può scorgere la cima dello Spitz, ci siamo saliti insieme perfino due volte, la prima quando le nostre figlie erano ancora piccoline, è venuto spontaneo ricordarlo mentre con gli occhi ripercorrevamo tempi ormai lontani. I boschi hanno raggiunto il culmine dei colori d'autunno, i faggi danno il tono maggiore delle varianti calde, ma scure macchie di abeti e gialle pennellate di larici si intravedono nelle zone alte. In basso, invece, tinte rossastre, brillanti se colte dalla luce del sole, portano al segno degli alberi da frutto che ornavano il 'brolo' delle case contadine. Spiegavo a Renzo che così era detto il terreno circostante coltivato a pascolo, sicurezza di fieno in inverno per le poche vacche custodite nella stalla, al piano terra dell'abitazione. Era condizione logica e diveniva pure un bel modo per riscaldare la cucina che stava sopra; le camere no, quelle potevano al massimo riservare la magìa dei fiori di ghiaccio ai vetri delle finestre nelle mattine + fredde.
Sabato mi sono inoltrato in Val Posina (ne accennavo ad Alex), con l'occasione della visita dei cugini la trattoria che già ci aveva soddisfatti l'anno scorso è divenuta mèta anche quest'anno. L'imbocco per Val Rio Freddo si incontra a destra salendo, la valle è piuttosto breve, la strada stretta che costeggia il torrente porta dritti alla base sud dell'altopiano di Tonezza. Da lì si può scorgere la cima dello Spitz, ci siamo saliti insieme perfino due volte, la prima quando le nostre figlie erano ancora piccoline, è venuto spontaneo ricordarlo mentre con gli occhi ripercorrevamo tempi ormai lontani. I boschi hanno raggiunto il culmine dei colori d'autunno, i faggi danno il tono maggiore delle varianti calde, ma scure macchie di abeti e gialle pennellate di larici si intravedono nelle zone alte. In basso, invece, tinte rossastre, brillanti se colte dalla luce del sole, portano al segno degli alberi da frutto che ornavano il 'brolo' delle case contadine. Spiegavo a Renzo che così era detto il terreno circostante coltivato a pascolo, sicurezza di fieno in inverno per le poche vacche custodite nella stalla, al piano terra dell'abitazione. Era condizione logica e diveniva pure un bel modo per riscaldare la cucina che stava sopra; le camere no, quelle potevano al massimo riservare la magìa dei fiori di ghiaccio ai vetri delle finestre nelle mattine + fredde. Osservavo assorto nell'intenso silenzio e riascoltavo i battiti veloci del cuore di un bambino mai stanco di percorrere beato boschi e prati e saltare ruscelli e calpestare campi coltivati. Passavo furtivo tra le piante del 'sorgo', arrivavo ai 'graspi' dell'uva matura, l'unica 'visèla' di bianca (dolzeta) aveva un sapore delizioso, i rimproveri aspri del nonno mi impaurivano ma non contenevano il mio desiderio di vita aperta.
Rifletto, in questo giorno che ricorda i morti: quante persone sono passate oltre e rimangono tuttavia ancora così vive nei nostri cuori. Quanto della nostra vita è ancora impregnato delle loro vite, come è impossibile dimenticare affetti, emozioni, momenti, episodi, difficoltà e sofferenze anche, ma soprattutto quel sentimento caldo che ancora avvolge con cura la nostra esistenza e la sostiene. E' un legame che dura, quello del sangue, merita perciò tutto l'impegno di cuore e intelligenza affinchè la vita trasmessa ne riporti quel bene prezioso di cui ogni persona sente la necessità primaria e vitale.
mercoledì 21 ottobre 2009
Immagini di vita
Temporale - Acquerello 2001
Piove. Già l'aria carica di umidità lo faceva intuire. Una pioggia leggera bagna la valle infreddolita dai giorni d'inverno anticipato. Nel silenzio che si sta rabbuiendo l'atmosfera mi rimanda al tempo delle castagne e alla 'sera dai morti'. In quegli anni non si usciva di casa e il silenzio si faceva religioso, rotto soltanto dal suono prolungato delle campane che col passare dei minuti e l'accumulo dei rintocchi riusciva a diventare lugubre per noi giovani che nei giorni di festa amavamo uscire per incontrarci.
Il rispetto dovuto e insegnato non ammetteva repliche, mentre il dolore di lutti recenti riceveva conforto in lacrime nascoste dalla penombra della piccola stanza. Capitava a volte che lo scoppio improvviso di una castagna posta a cuocere sulla stufa a legna scuotesse l'aria pesante e riportasse alla vita. Una vita semplice, fragile, non priva di difficoltà e sofferenze, ma vissuta con animo di fede, sereno e aperto al futuro.
Il rispetto dovuto e insegnato non ammetteva repliche, mentre il dolore di lutti recenti riceveva conforto in lacrime nascoste dalla penombra della piccola stanza. Capitava a volte che lo scoppio improvviso di una castagna posta a cuocere sulla stufa a legna scuotesse l'aria pesante e riportasse alla vita. Una vita semplice, fragile, non priva di difficoltà e sofferenze, ma vissuta con animo di fede, sereno e aperto al futuro.
martedì 13 ottobre 2009
Tavolozza in forse
Raffiche improvvise di forte vento hanno portato ieri mattina una pioggia fitta e fredda; batteva con forza su muri e finestre, dava l'impressione di voler scuotere la casa. E' durata soltanto pochi minuti, sufficienti del resto a far capire che l'autunno è deciso ad entrare alla grande, preannunciando non solo la sua splendida tavolozza di colori ma anche giornate in cui cogliere da lontano il sentore di neve caduta sulle cime elevate.
Mi sono affacciato ad osservare l'alta valle dell'Astico, il colore grigiastro del Verena dava testimonianza del cambiamento in atto.
Poi, come dopo uno sfogo nervoso, la pioggia è cessata, qualche folata sparsa ha lasciato campo ad una quiete strana ed a sprazzi di luce. Ligio al compito affidato, potevo dunque 'esporre' le lenzuola dal terrazzo; l'aria, per quanto umida, le avrebbe asciugate in giornata.
martedì 6 ottobre 2009
Colori d'autunno
Anche oggi ho camminato ai limiti del bosco e ci son pure entrato per un breve percorso. La luce filtrava fioca, l'umida foschia attutiva il timbro dei colori, qualche contrasto appena, il resto avvolto nel verde ormai spento. Fitti i tronchi protesi al cielo, tante le foglie morte sul terreno bruno, qualcuna ancora verde, staccata anzitempo dal freddo della notte. Silenzio intorno e pensieri leggeri. Altro ambiente in 'Colori d'autunno'...
mercoledì 30 settembre 2009
Rosso di sera
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