Mi farebbe piacere...

Ciao e benvenuta/o in questo Blog. Mi piacerebbe tu esprimessi un pensiero sul mio... mondo di colori. Grazie!

OSCILLARE

(Hermann Hesse)-"Già fin d'allora i sentimenti erano quelli che dovevano restare per sempre: l'incertezza del proprio valore, un continuo oscillare fra l'autostima e lo scoraggiamento, fra un idealismo al di sopra delle cose del mondo e un naturale appetito dei sensi, e come allora, anche cento volte più tardi ho visto quei tratti della mia natura talvolta come una spregevole malattia, talaltra come segno di merito."

giovedì 27 maggio 2010

Venezia Cannaregio

Venezia. Rio di Cannaregio - Acquerello 260510
cm. 26 x 36

Per chi ne ha esperienza è facile immaginare
come in questo periodo post-veneziano
io faccia fatica a non ritornare lì,
in quella dimensione unica e ammaliatrice.
Venezia davvero ti entra dentro e non decide certo lei di lasciarti.
Io ci sto bene nel suo abbraccio, rivedo le foto, ne ho stampate alcune
e mi chiedo quale scorcio potrei riprodurre in... acqua.
Ieri mi son regalato un tempo coloroso
(soddisfatto per aver chiuso con la denuncia dei redditi...),
ho scelto l'immagine del ponte sul rio di Cannaregio
poco lontano dalla libreria 'Al Capitello'.
Se penso ai giorni in cui ho dipinto a Venezia,
in quell'agosto incredibile del '98,
e mi rivedo con gli amici negli anni successivi,
quando l'uscita a Venezia è stata tappa esaltante del corso 'en plein air',
copiare dalle mie foto lo trovo piuttosto riduttivo.
Ma tant'è, importante è risentirsi immersi nei colori,
nella luce diffusa, nell'aria frizzantina, nella magia delle acque.
E non si tratta di un sogno!

sabato 15 maggio 2010

Due giorni a Venezia

Venezia - Acquerello 140510
cm. 33 x 49

L'occasione ci è stata offerta dalla presentazione del libro "Sotto l'albero di Giuda" di Bianca Silvestri - Edilet - che mostra in copertina un mio disegno ad acquerello. Un regalo per me e pure per il compleanno di Cate.
Il desiderio di ritornare insieme a Venezia ci abitava da molto, ma quel misterioso meccanismo perverso che impedisce alle persone di andare oltre i quotidiani confini riusciva incredibilmente a prevalere.
Siamo partiti col brutto tempo, in auto fino a Thiene, poi in treno, coincidenza perfetta a Vicenza.
Dalla stazione S.Lucia siamo usciti veloci, emozionati, nella luce diffusa e dentro il movimento vivo della gente. Sul vaporetto 42 via verso Fondamenta Nove. Da lì una signora gentile ci ha accompagnati fin davanti all'ingresso del B&B, scelto in posizione strategica di Cannaregio, a ridosso del sestiere di San Marco. Pomeriggio a Rialto e Mercato del Pesce. Del mercato, già chiuso, l'odore ancora acerbo ci ha fatto compagnia quando la pioggia improvvisa ha fermato i nostri passi lì sul Canal Grande; di fronte l'incanto di Ca' d'Oro e dei palazzi adiacenti e dondolio di gondole e giardini segreti, inattesi dentro le arabesche immagini di sogno.
Alle 18 in libreria 'Al Capitello', a formare un cerchio di voci interloquenti, ad ascoltare la lettura di passi descritti con sensazioni forti, voglia di liberazione in donne decise ad abbattere i muri di violenza che imprigionano e impediscono la vita.
La taverna Ciardi ci ha accolti festosi. Atmosfera accattivante, antipastini e spritz aperol hanno introdotto una cenetta suggestiva dentro la quale pagine dure si stemperavano in relazioni di simpatia e affetti. Note profonde di chitarra hanno alla fine sostenuto voci intense e generose, invitate a scandire un tempo morbido e ormai assonnato.
Nell'umida notte veneziana i nostri passi ne hanno incrociati pochi altri, a metà percorso abbracci felici e sinceri ci hanno aperto percorsi diversi. Poi solo silenzio improvviso, luci soffuse, fruscio d'acqua, spazi d'ombra e sguardi in ricerca dei nomi di calli recentemente impressi.
Domenica mattina a S.Marco, la messa in Basilica, le foto alle gondole sullo sfondo di S.Giorgio, la marea di gente, ancora in vaporetto fino a Rialto e poi... valige e imbarco di ritorno, occhi sgranati sulla laguna splendida e grigia, color di perla. Ci aspettava il ghetto, appena il tempo per introdursi e un veloce ma saporito assaggio di pietanze tipiche.
Sul treno la stanchezza si vedeva appena a confronto con la gioia per un'esperienza che aveva ampiamente superato le pur rosee aspettative.
Spontaneo è allora il mio grazie, mentre riporto alla mente Parole di vita ascoltate in San Marco: «Se uno mi ama... il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui." E "... Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore."
Per dire che dentro l'incertezza dei giorni non smettono mai di aprirsi squarci di cielo a riportare il sole, la sua luce, il suo calore.

lunedì 3 maggio 2010

CATERINA E LUIGI: 35 ANNI INSIEME

Quel giorno unico
- 3 maggio 1975 -
ha ascoltato con emozione
IL NOSTRO SI
detto davanti a Dio
e alla Comunità.
Ancora si rinnova
IL NOSTRO GRAZIE.
Sara Paolo Anna
e familiari in festa
hanno condiviso
LA NOSTRA GIOIA.

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